lunedì 6 febbraio 2012

venerdì 3 febbraio 2012

.breve seguito della tappa toscana.

come promesso ecco qualche altra fotografia della nostra tappa..  









                                                         

lunedì 23 gennaio 2012

.anteprima della tappa toscana.



In questo post oggi ho deciso di parlare di "una tappa" invece che di un viaggio o una vacanza, questo per esprimere un viaggio di pochi giorni che rompe la quotidianità e si configura nella normalità come una piccola uscita di rotta ma di fortissima incidenza emotiva.


Per pubblicare un'anteprima di questa "tappa toscana" ho pensato a due scatti molto diversi, a cui si aggiungeranno presto pochi altri scatti.
Due fotografie perchè le persone che hanno preso parte a questo viaggio sono in due,
al contempo solo due perchè una tappa ha sempre un inizio ma non finisce mai completamente, o meglio la sua fine non è mai individuabile per tutto quello che si porta dietro, così mostrare anche le foto ancora da fare sarebbe impossibile, ma volendo si potrebbero immaginare o sognare.
Ho scelto queste perchè hanno una storia comune caratterizzata dalle loro differenze.
Banalmente potrei scrivere soltanto che vengono dallo stesso rullino e che sono fatte in posti diversi;
invece vi spiego le loro storie, anzi le loro trame,  la prima fotografia l'ho scelta perchè narra di un tramonto che sento fortemente, forse il tramonto più caratteristico che ho visto negli ultimi giorni, uno di quei tramonti che, nonostante siano privati dei colori, non cambiano in nessun modo il loro impatto emotivo e anche per questo motivo è dedicato mia compagna di viaggio, perchè i suoi colori caldi in queste sere ci hanno accompagnato e cullato ovunque.
Il secondo scatto è una fotografia fatta a quattro mani, per la prima volta presento sul web una foto non del tutto mia, è una fotografia fatta da due persone e al contempo una sola, un misto di tecnica, gusto e sensibilità attratte tra loro. Uno scatto che rappresenta me tanto quanto la persona che era con me, la quale ha infine premuto il tasto della Hasselblad che le avevo preparato. Uno scatto per rappresentare due paia di occhi e due punti di vista differenti che vogliono unirsi e infine ci sono riusciti.
Ringrazio anche te, amore mio, per tutto questo.
e tutto questo te lo dedico.

©Francesco Baldi

Guarda anche la mia pagina flickr.





martedì 29 novembre 2011

oggettivamente queste foto non hanno nulla di speciale.


la loro particolaritào è la macchina con cui sono state scattate. Più o meno un mese fa ho trovato una vecchia macchina fotografica in un mercatino dell'usato, prodotta attorno il 1935-1940, in condizioni discrete, dopo un restauro fatto un casa, interni e esterni, diaframmi e lenti, ecco il primo test.

Ho montato una Ilford Hp5 tirata a 800iso e via col gioco.

ecco i risultati:










la macchina in questione è una certo certix.


© Francesco Baldi

domenica 23 ottobre 2011

.wedding.

some previews




you can find these pics also here!

.rivendicazioni.

A volte mi chiedo come mai le persone sentano attrazione per il cemento, per poi trovarsi a comprare la natura in miseri negozi ben addobbati.













© Francesco Baldi




venerdì 16 settembre 2011

.FP4 landscape.

Continuo la mia personale disquisizione paesaggistica, la mia riflessione su quel panorama che emoziona tanto quando lo si trova davanti a se, in situazioni particolari o con determinate persone o pensieri.
Mi spiego meglio, rispetto al post precedente. Normalmente appena riguardo le fotografie scattate e le strapperei tutte, senza fare distinzioni, ma spesso ho il buonsenso di lasciarle da parte.
Il paesaggio l'ho sempre ritenuto un genere molto poco artistico, dove basta poca tecnica, un genere troppo inflazionato ma soprattutto deturpato da troppe pretese e poche conoscenze.
Tutto questo improvvisarsi paesaggisti, se non fotografi, in generale ucciderebbe anche la fantasia del bambino più spensierato. 
Sarebbe utile che le foto ricordo scattate per dovere di cronaca rispetto alla propria vacanza restassero tali, chiuse in un cassetto senza poter intasare i luoghi comuni nella testa delle persone.
E' stata poi la continua provocazione del mio ego e la curiosità crescente spinta da persone reali che mi ha fatto rispolverare i miei adorati Ansel Admas e Michael Kenna con la voglia di riavvitare il filtro rosso con la pellicola giusta e cominciare a ragionare sugli scorci, sulle foschie all'orizzonte, sulle lingue di alberi in mezzo alle radure montane, sul moto del mare attorno uno scoglio o il disperdersi delle nuvole in un orizzonte tanto lontano quanto inesistente nel concreto.  Quello che poi esce dalla pellicola per me è sempre una sperimentazione, ma per ora positiva.
Spero di dare a chi legge le stesse sensazioni che provo io guardando queste forme.






©FrancescoBaldi

mercoledì 14 settembre 2011

.quitely landscaped.

 Quitely landscaped è il
mio stato d'animo quando mi trovo a fotografare dei paesaggi. Vengo 
attratto dal misticismo dell'orizzonte, quel confine silenzioso e spesso vanificato dalla foschia, ma non è poi un tipo di fotografia che so apprezzare.
Ammetto di non saper fotografare i paesaggi tantomeno saper valorizzarne i colori, è un mio limite.
Ma anche i paesaggi hanno un ruolo importante ed è giusto rendere giustizia a quello che trasmettono, quindi quello che voglio riportare non sono i colori o le forme, ma il silenzio e la loro maestosità.







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